Dante Marchini
Nelle parole di Dante
È già stato detto tutto. C'è già tutto scritto da oltre due millenni. La verità è tutta rivelata. Niente di veramente nuovo può essere aggiunto. Di sicuro non dalla mia penna né dalla mia voce.
Fui cercatore e un po' guerriero per decadi. Capii presto che non era necessario né utile combattere ed uccidere " draghi". Invece della "spada" ho preferito la bacchetta magica, quella del mago. Da mago credevo che fosse necessario cambiare i propri "occhi" , la propria ' weltanshaun ' , non cambiare il mondo "brutto e cattivo".
Solo recentemente, 15 o forse 20 anni, si è schiarita la consapevolezza che il "mondo" e il " mago" sono una cosa sola, e se non c'è da cambiare il mondo, che è perfetto cosi com'è, anche il mago non richiede alcun cambiamento.
Ma senza l'intento di CAMBIARE, il mago si scioglie diventando un inutile progetto privo di senso.
Sempre più la vita è vissuta innocentemente senza intenzione né volizione. Non c'è bisogno di FARE alcunché, nemmeno di scoprire CHI SONO.
Quando ho freddo è spiacevole e mi dà fastidio il caldo afoso. Di notte dormo e sogno e dimentico i sogni. Tutto normale, quindi. Provo irritazione ed eccitazione, entusiasmo e svogliatezza. Anche questi 'oggetti' emozionali sono visti dallo spazio neutro. Pensieri si presentano e cambiano, se ne vanno a volte sostituiti da altri pensieri. A volte c'è una pausa più o meno lunga... SILENZIO... VUOTO. Non due, né io né mondo.
Ciò che è chiamato talvolta la PRESENZA o anche il 'ricordo di sé ' avviene senza essere provocato, cercato né voluto dall'io che crede di comandare ed anche di scegliere.
Quando parlo uso le parole io, me, mio ecc... Un po' per abitudine ( cioè in modo inconscio) e spesso solo per comodità della comunicazione verbale.
Mi piace e non mi piace di sono quasi completamente svuotati di senso, non perché ci siano realtà che risuonano armoniosamente ed altre che invece stridono, ma perché il ME che disdegna e forse rifiuta, ha perso potere o come direbbe lo stregone " si sta sciogliendo l'importanza personale".
Questa manifestazione della vita che mia madre chiamò dante non ha nome e poiché processo fluido, nemmeno forma. Ma sente la GRAZIA scorrere nelle vene con il sangue, è contento della bellezza che lo circonda.
Il 'cuore' morbido lo fa commuovere alle espressioni d'amore così comuni e disponibili.
Non c'è alcun vanto né svalutazione perché è chiaro che tutto succede da sé nel pazzesco e meraviglioso gioco che SEMBRA avvenire.
Non sono un maestro né un guru se non per me stesso. Nei momenti in cui la mente si placa e diventa silente. Allora la flebile voce dell'ESSERE si manifesta. Questo è vero per chiunque in ogni momento. Perciò la pratica consiste nel rallentare e ancora rallentare il MENTECORPO fino a fermarsi.
Nella quiete il silenzio, il vuoto, l'ESSERE.
Queste parole ricalcano le lezioni che ci sono state offerte sin dalla notte dei tempi.
Niente di nuovo quindi.
Niente da fare
Niente da cercare
Niente da cambiare. Perciò
ogni pratica sembra essere inutile, ogni ricerca tiene lontano invece di avvicinare...
Ma, paradossalmente uno sforzo massimo o un colpo di genio o di fortuna può portare al punto di disillusione e forse alla RESA.
È la resa dell'io che comanda, che crede di controllare, di decidere tra bene e male, tra giusto e sbagliato e di poter scegliere.
Non so cosa fa crollare questa costruzione mentale, forse molte vite, o traumi dolorosi oppure una grazia crescente che fa straboccare il vaso.
Così sono qui a bisbigliare :
ARRENDITI